In occasione della nostra XII serata di tavola, abbiamo visitato il Museo della Storia di Bologna a Palazzo Pepoli.

Pensando di fare cosa gradita ho di seguito inserito un articolo redatto da Mariacarla Maccaferri, collaboratrice della rivista FUTURO, da me coordinata a livello editoriale e autogestita dal Gruppo Giovani Industriali di Unindustria Bologna, pubblicata nel numero 15 Marzo 2012, in cui ci racconda magistralmente del “Museo della sotia di Bologna” di Palazzo Pepoli.

PALAZZO PEPOLI
IL MUSEO DELLA STORIA DI BOLOGNA

di Mariacarla Maccaferri

Un suggerimento per trascorrere qualche ora di una di queste fredde domeniche invernali? Visitare la novità nel panorama museale ed artistico della città: il Museo della Storia di Bologna, inserito nella splendida cornice di Palazzo Pepoli in pieno centro. Inaugurato il 27 Gennaio 2012, il Museo è un percorso che si snoda lungo 34 sale espositive che raccontano la storia, la cultura e le trasformazioni di Bologna nel corso dei secoli. Al centro del palazzo “La Torre del Tempo”, una torre alta ma leggera, di vetro e acciaio, da cui parte il percorso di visita tra piano terra e piano nobile, di cui proprio la torre e la corte diventano epicentro.
Ogni sala ha un titolo, proprio come un racconto, reso ben visibile da una moderna illuminazione al neon che guida il visitatore nell’esposizione di oltre 200 opere suddivise tra disegni, incisioni, fotografie, libri, dipinti, sculture e altri reperti storici, proponendo una sequenza di spazi espositivi costruiti intorno a episodi chiave, personaggi simbolici, aneddoti e temi trasversali.
Le prime sale sono dedicate alla nascita della città e portano all’attenzione del visitatore manufatti dell’epoca dei primi insediamenti. Bologna, originariamente chiamata Felsina, nel corso degli anni si sviluppa fino a raggiungere, nel Medioevo, un periodo di grande fama e prosperità. All’epoca medievale sono dedicate molte sale del museo, è in questa epoca infatti che la città prende la forma che in parte la contraddistingue ancora oggi, si popola e si arricchisce, raggiungendo l’apice con la cattura di Enzo, figlio dell’imperatore Federico II di Svevia da parte dei bolognesi e l’incoronazione nel 1530 di Carlo V a Re d’Italia. Molto interessante, nella sala “Forma Urbis”, il racconto delle trasformazioni urbanistiche della città dall’epoca romana all’età contemporanea.

Si entra poi nel Rinascimento che regala uno scorcio interessante sulla scena politica, religiosa e rituale della vita quotidiana della collettività di allora insieme all’evolversi degli aspetti più “dotti” legati al mondo delle arti, delle scienze, delle lettere e della musica.

“La città delle acque”, sala che illustra il ruolo dei canali nello sviluppo tecnologico, economico e sociale di Bologna, fa da collegamento tra questo periodo e l’inizio dell’età moderna, con la presentazione della città tra Settecento e Ottocento. Le ultime sale sono dedicate alla città contemporanea, con le luci e le ombre che l’hanno contraddistinta nel secolo scorso (dall’invenzione di Marconi alla Liberazione del 1945, dalle eccellenze industriali nate sul territorio alla strage del 2 agosto 1980). Certamente la narrazione non è esaustiva, ma il museo non vuole sostituirsi ad altre realtà già esistenti e specifiche dei vari periodi storici, anzi, le affianca attraverso rimandi e attività didattiche svolte in collaborazione con diversi musei della città che hanno un nesso con un determinato tema, prestiti di opere e reperti e collaborazioni scientifiche.
Un altro aspetto distintivo ed innovativo del museo è l’utilizzo di tecniche espositive scenografiche ed interattive di grande modernità. La comunicazione multimediale è, infatti, parte integrante dell’allestimento, è ricca e diversificata e prevede diversi dispositivi: dal singolo schermo per la videoproiezione al “Teatro Virtuale”, dove viene proiettato un cartone animato in 3D sulla storia di Bologna commentato dalla voce di Lucio Dalla. Un divertimento non solo per i grandi ma anche per i più piccoli!
Il Museo della Storia di Bologna fa parte di Genus Bononiae, ossia un sistema museale unico, articolato in diversi edifici nel centro storico della città, restaurati e recuperati all’uso pubblico. Fanno parte di questo network anche la Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale, San Colombano, che custodisce gli strumenti musicali del maestro Luigi Ferdinando Tagliavini; la Chiesa di Santa Cristina, auditorium di musica classica con opere di Guido Reni e dei Carracci; Santa Maria della Vita, dove si trova l’opera di Niccolò dell’Arca; Palazzo Fava, centro espositivo affrescato dai Carracci; Casa Saraceni, luogo di mostre d’arte ed eventi culturali e San Michele in Bosco, antico convento con belvedere su Bologna. Davvero da non perdere.

V.i.T.
Vicepresidente 2012-2013 RT 7 – Bologna
Viero Negri